Testo Paolo Levi - Giovanni Firrincieli

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Testo Paolo Levi

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di Paolo Levi
Giovanni Firrincieli è pittore che non finirà mai di stupirmi. In verità non lo conosco personalmente, ma lo conosco assai bene tramite le sue opere. I suoi impaginati pittorici sono lo specchio di un artista, e ha perfettamente ragione, che nel modo più assoluto non vuole rinunciare alla propria fanciullezza. Non ha problematiche fortemente esistenziali e sociali, come le classi che vivono di informazioni ossessionanti, ma è un pittore altamente autobiografico che racconta la sua vita giorno per giorno tramite tavole pittoriche che affondano le proprie radici nel Surrealismo. Ma quale Surrealismo? Non certo quello storico di Andrè Breton, ma quello degli anni Sessanta, quando il belga Jean Michel Folon riprese queste tematiche, anch’esso con un linguaggio non ermetico, riconoscibile e decodificabile. Il Surrealismo del nostro giovane artista è portatore di una rilettura direi fiabesca. Nulla lascia al caso, all’improvvisazione, mai ripete se stesso. È chiaro che ama il disegno e lo considera quanto mai funzionale, a livello narrativo, al completamento con il colore, che egli utilizza con garbo in modo tonale e mai eccessivo. Direi che ogni opera rappresenta la trasparenza della sua anima, che suona bene all’osservatore, perché ci sono amanti dell’arte contemporanea che desiderano buone novelle, e Giovanni Firrincieli buone novelle ce le trasmette. Il suo repertorio iconografico è ottimista e un po’ di ottimismo, in questo periodo e da un’anima giovane, non può che far bene, e di questo gli siamo riconoscenti. Firrincieli è, in effetti, un giocatore di prestigio, manipola i colori e le forme in modo essenziale, e ha la dote di essere costantemente antiretorico e di stupire per l’essenzialità del messaggio. Ma cosa comunica? Comunica i suoi sogni, ed egli è un sognatore ad occhi aperti, un messaggero non rivolto alle masse, ma al microcosmo sociale in cui è bello vivere, in cui si è tornati a vivere. Fortunatamente questo sognatore ha tutto un futuro davanti e non deve tener conto di un passato in cui anche l’arte aveva un pensiero autoritario. Per lui l’arte non ha un pensiero, è qualcosa di più, è un messaggio rivolto prima di tutto a se stesso con sincerità d’animo, e con un languore interiore di una fanciullezza che non vorrà mai perdere.



 
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