Testo Francesca Bogliolo - Giovanni Firrincieli

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Testo Francesca Bogliolo

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di Francesca Bogliolo

Il tempo, l’arte, la storia, vanno di pari passo. Come vecchi amici conversano camminando, protetti dall’armatura dell’ineluttabilità. A volte, nella vita, il piede viene a mancare, il passo scivola, la mente non comprende, fatica a elaborare il contenuto di una realtà che appare spesso più cruda e incomprensibile di quanto la si voglia vedere. Il percorso artistico di Firrincieli è consapevole scrittura della realtà del mondo, velata da un sottile lirismo che lo porta a vagabondare tra le complesse trame della verità per riavvicinarle alla bellezza e all’ironia. Una tragica caduta può per lui mutare in uno scivolo diretto verso l’ignoto, in cui recuperare uno spirito fanciullo che, al pari di quello del Pascoli, mantenga intatta una drammaticità latente. Il reale perde consistenza in quanto oggettivo, per divenire una dimensione interiore in cui il senso poetico attraversa e pervade l’immagine, che assume una dimensione simbolica. Icone di un’epoca passata, caratterizzata da eleganza e sobrietà, si muovono eterne e disinvolte in una dimensione onirica che attraverso l’utilizzo di linee marcate e colori intensi assorbe lo sguardo e lo convoglia all’interno di campi ottici profondi e complessi quanto l’animo dell’artista. L’eco di Calvino si fa presente, nel rintracciare una sensibilità pittorica che sia eco biografico e speciale modulazione lirica ed esistenziale che permette di contemplare il proprio dramma come dal di fuori e dissolverlo in malinconia e ironia. Il recupero di una indispensabile lentezza appare necessario per la vera comprensione del mondo; le tele mantengono saldo il legame con il reale, senza farsene dominare. Dell’arte simbolista la pittura di Firrincieli serba con cura la concezione che l’essenza della realtà non stia in ciò che si vede, ma in ciò che si percepisce con l’anima, e che questo vada trasfigurato a livello pittorico; del surrealismo la volontà di indagare il sogno come dimensione che permette all’uomo di essere libero nel suo spirito creativo e nella sua modalità di relazionarsi con il mondo. L’artista attraversa il suo tempo con la grazia dell’ éléphant Célèbes di Max Ernst, incedendo tra frammenti di una memoria perduta nel disperato tentativo di preservarne l’incauta e immota bellezza. Tuttavia, l’arte di Giovanni Firrincieli mostra inequivocabili caratteristiche originali, capaci di comporre una cifra stilistica riconoscibile. Un’assoluta libertà guida un istinto mai sopito di fanciullo, che grida a gran voce l’assoluta bellezza della vita.


 
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